Alambicco sonoro

Quattro travi di legno piantate nel terreno obbediscono alla verticalità dei pini. Sono quattro alberi stlizzati, sintesi geometrica della loro forma e del loro andamento, e sono quattro antenne protese verso il cielo per captare e consegnare al paesaggio sonoro della pineta nuove suggestioni. Raccolgono dall’etere frequenze, onde e vibrazioni, distillano questi elementi volatili per introdurli con discrezione nella pineta, dove si mescolano e s’intrecciano ai suoni presenti, fino a comporre un dialogo fitto o rarefatto, ritmato o cadenzato a seconda dell’ora del giorno, delle condizioni atmosferiche e della stagione.

Nella trave è inserita una piccola “radio cristallo”, un rudimentale apparecchio realizzato dall’artista con rame, un diodo al germanio, un piccolo amplificatore alimentato da energia solare e un magnete avvolto nel rame che fa vibrare il legno percorrendolo lungo tutta la sua lunghezza: basta sfiorarlo con un orecchio.

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Comodino immagignifico

Il comodino Immagifnifico è un oggetto che condivide la propria intimità proietta se stesso è uno spazio saturato introspettivo onirico.

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I try to draw a flight

“I TRY TO DRAW A FLIGHT” curated by F. Mazzonelli, der Blitz project,Itlay.

Angelo Morandini proporrà negli spazi del Museo di Riva del Garda, in relazione con la mostra dedicata alla fotografia di paesaggio Il tempo e l’istante, una visione attualissima del territorio
Angelo Demitri Morandini, I try to draw a flight (Provo a disegnare un volo) Il lavoro è composto da un video che dialoga con una lastra vetro. Il segnale video è utilizzato sia per visualizzare l’immagine che per alimentare una sorta di box audio rudimentale il quale, vibrando sulla lastra di vetro, genera suoni. Chi assiste vede quindi l’immagine, ma ne ascolta anche i contenuti attraverso il suono.
Il volo in parapendio di quattro amici sul lago di Garda si intreccia con un mio tentativo fallimentare di disegnare una rotta utopica sopra un elemento instabile: prospettive, paure, speranze e fallimenti sono le emozioni e gli elementi che caratterizzano I try to draw a flight. part of: Der Blitz 2015. Falsipiani / Supernova organization: Mag Museo Alto Garda

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Il germogliatore

Il germogliatore è una scultura che disegna un vuoto racchiuso. E’ un luogo dove far crescere le idee nato per proteggere i pensieri più fragili e delicati, attraverso l’esperienza del vedere e del sentire.
Il germogliatore è una sorta di assemblage di un tavolo, costruito in acciaio, e un particolare vaso posto al contrario, impreziosito da una doratura su tutta la superficie interna. Le persone sono coinvolte a partecipare all’installazione che ricorda l’esperienza dell’infanzia. Lo spettatore sarà immerso in musiche evocative e verrà a contatto con una guida. Le teste delle persone, immerse nell’oro del vaso, percepiscono i suoni amplificati dell’ambiente circostante e possono provare a far germogliare i loro pensieri. L’installazione riprende due esperienze che accomunano gran parte degli esseri viventi: l’esperienza della nascita e della crescita. Il Germogliatore è un viaggio nella “dispercezione” dell’uomo che viaggia a ritroso nel tempo tornando quel bambino che per gioco si nascondeva sotto i tavoli per sparire e riapparire poi in un altro mondo. Camminare, germogliare, unirsi nello sviluppo di un’identità personale e collettiva, guardando il proprio orizzonte.

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Il germogliatore Mart – quartiere Albere TN

l germogliatore è una scultura che disegna un vuoto racchiuso. E’ un luogo dove far crescere le idee nato per proteggere i pensieri più fragili e delicati, attraverso l’esperienza del vedere e del sentire.
Il germogliatore è una sorta di assemblage di un tavolo, costruito in acciaio, e un particolare vaso posto al contrario, impreziosito da una doratura su tutta la superficie interna. Le persone sono coinvolte a partecipare all’installazione che ricorda l’esperienza dell’infanzia. Lo spettatore sarà immerso in musiche evocative e verrà a contatto con una guida. Le teste delle persone, immerse nell’oro del vaso, percepiscono i suoni amplificati dell’ambiente circostante e possono provare a far germogliare i loro pensieri. L’installazione riprende due esperienze che accomunano gran parte degli esseri viventi: l’esperienza della nascita e della crescita. Il Germogliatore è un viaggio nella “dispercezione” dell’uomo che viaggia a ritroso nel tempo tornando quel bambino che per gioco si nascondeva sotto i tavoli per sparire e riapparire poi in un altro mondo. Camminare, germogliare, unirsi nello sviluppo di un’identità personale e collettiva, guardando il proprio orizzonte.

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Indagando mum and daddy

Oggetti per indagine parentale. La mia ricerca è un continuo fallimento nel tentativo di comprendere i mio essere nel mondo, è un 'insulto alla mia autostima e per non essere mangiati dalla bestia è importante non cercare più del necessario. Ci sono degli interrogativi e degli interrogatori. Ci sono luci e ombre. Ho sezionato le cravatte del padre per cercare qualcosa che non ho trovato. alla fine le ho ricucite riempiendole di sassi affinche' potessero stare ben salde in caso di forte vento.

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Instagram

Immagini usa e getta per la pianta grassa instagram. lei divora come un verme solitario immagini momenti della nostra vita e tanto altro ma finche la sfami lei è tranquilla.

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La prova di Dio

Nel libro intitolato “La poetica della spazio”, Bachelard indaga i luoghi da cui nasce la poesia. Nel capitolo dedicato alla casa, lo scrittore racconta come le immagini della casa abbiano il potere di evocare l’infanzia. Nello stesso libro Bachelard parla di una sorta di contaminazione tra memoria e immaginazione:
«noi non siamo mai veri storici, siamo sempre un po’ poeti, e può darsi che la nostra emozione non faccia che tradurre poesia perduta»
Bachelard

Fin da piccolo ero un bambino molto curioso. Quando rimanevo a casa da solo aprivo tutti i cassetti degli armadi, delle credenze e dei comodini e cercavo qualcosa, ma non saprei dire cosa di preciso. Un giorno, durante queste ricerche domestiche, nell’ultimo cassetto della cucina ho trovato delle ostie avvolte in un sacchetto di plastica …
A.D.Morandini

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Le parole che non ti ho detto

Attraverso l’utilizzo di diversi media (disegno scultura video), il lavoro di Angelo Morandini indaga l’idea e le forme della precarietà, con un’attenzione particolare alla molteplicità dei rapporti che si definiscono tra il campo visivo e quello linguistico.

Federico Mazzonelli

Il progetto che è stato presentato presso Upload Art Project, si sviluppa come un percorso visivo basato sulle dicotomie quali pieno/vuoto, presenza/assenza, realtà/virtualità, indagate attraverso lavori nei quali ad un aspetto formale apparentemente disciplinato corrisponde invece uno stimolo visivo/immaginativo basato proprio su quel senso di provvisorietà e instabilità verso il quale tende tutta la sua ricerca.
I lavori in mostra sono stati scelti anch’essi secondo un principio di non equivalenza rispetto al quale il piano analitico e quello poetico/immaginativo subiscono continue sovrapposizioni e slittamenti cognitivi. Insieme ad una serie di carte che indagano il più’ basilare sistema numerico di cui facciamo uso quotidianamente, quello binario, e ad un video che indaga le infinite combinazioni del sistema punto / linea, verrà infatti presentata (come elemento di confronto e al tempo stesso di ampliamento della prima parte della mostra) anche un’ installazione site specific dal titolo “ Le parole che non ti ho detto” che ridefinisce lo spazio del secondo piano attraverso le suggestioni della leggerezza, della trasparenza e della profondità.

UpLoad Art Project | Via del Suffragio, 24 | 38100 Trento | Italia
a cura di Federico Mazzonelli

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O.O.O. Out Of Office

Office Guerilla, lavorando su oggetti d’uso quotidiano in ufficio.

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Out of office

Bic, per un lavoro sano e dignitoso.

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Scanning the tattoo on Baudelaire’s

*ABOUTNESS* contemporary art presenta Angelo Demitri Morandini, Trento
1975, filosofo e informatico.
Il Baudelaire di Nadar che appare tatuato in immagini digitali di grande
formato e una installazione video che replica suoni da saturazioni di
colore/rumori visivi sono costruiti a partire da un principio di analisi
della relazione tra immagine/visione/codice digitale e linguaggio
umano/altro che umano/risonanza, nei termini della
interferenza/deviazione/devianza/varianza/scarto rispetto alla media nella
percezione. Quello che ci interessa normalmente.

*I tatuaggi di Baudelaire*, stampe fine art alterate con tecnica
stenografica

*La voce di Red*, vetro+magnete+rame+cavo audio+video programma sviluppato

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Sperimentazione KT

Sperimentazione installazione - dialogo e digressioni con Cristiano Brunelli -- Bivacco d'arte

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Sperimentazione Residenza Fersina

lavorato parlato progettato inventato ascoltato immaginato frustrato addolorato non immaginavo fino a che punto collaborazioni pigrizia entusiasmo energia voglia di non fare odori suoni fin dal mattino sole immondizia mangiare chiavi biciclette volti voci vite

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Titanic

Uno sguardo sull’acqua dei precari.
Poteva mancare la magia. Portento o trucco, una sedie rimane sospesa in bilico nell’aria.
Questo è un logo anche del lavoro, un lavoro secolare, quotidiano.
Il trucco (o è un portento?) evoca il malessere di chi quel lavoro oggi, come ieri, non ce l’ha, nota dissonante sull’oggi, sul tempo, che si insinua nel vecchio mulino e, con leggerezza, evoca un pensiero responsabile, un atto di presa di coscienza, un appello di valore. Chi non lavora può sognare? Così recitava un vecchio slogan. Vecchio?

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