“Tela Sociale”
Borgo Valsugana, Comunità Valsugana e Tesino, tela di
arte relazionale.

Testo di C. Conci

All’interno del contesto della festa delle associazioni di Borgo Valsugana si è inserita, sotto la cupola del parco della pace, la performance dell’artista angelo Demitri Morandini, chiamata Le tele sociali. Nella cornice di una splendida giornata all’insegna della solidarietà, del senso di aggregazione e di collaborazione tipici del nostro territorio, l’artista ha proposto quest’opera d’arte relazionale, il cui intento è quello di rendere ogni partecipante protagonista di un processo creativo partecipato, in una dimensione sociale. Questa la visione dell’artista sull’esperienza vissuta. “Ho visto con stupore persone di ogni genere ed età avvicinarsi spontaneamente verso la tela, con la curiosità negli occhi, le ho viste entrare pian piano nel mondo dell’arte contemporanea, che si è rivelata essere non così distante dalla comunità come si potrebbe pensare. Ho visto persone immedesimarsi in quei momenti, disposte a mettersi in gioco e a cogliere l’invito a prendere in mano il pennarello per comporre una serie di triangoli sulla tela. Alcuni di loro lo facevano con leggerezza, spinti dalla curiosità e dall’entusiasmo di contribuire ad un progetto comune, altri con titubanza, timorosi della responsabilità, ma disposti a voler comprendere il senso di quel lavoro corale. Ho visto nelle persone dedizione, concentrazione, voglia di provare a lasciarsi andare nella composizione del proprio contributo alla tela. Ma soprattutto ho visto la gioia e la voglia di lasciare una traccia della propria vita, da mescolare con altre vite della propria comunità, in un’interazione che non è solo scambio di diversità, ma la costruzione di una nuova realtà, una mappa esistenziale. Ho visto un mondo intergenerazionale avvicinarsi così all’arte, magari anche per la prima volta, felici, nel posare il pennarello, di aver lasciato un pezzo di sé. La tela è diventata così, alla fine di quella giornata dedicata alle associazioni e al volontariato, un punto d’unione in cui tutti i partecipanti hanno lasciato una traccia indelebile della propria personalità, è divenuta una sorta di monumento alla collaborazione, alla solidarietà, all’operato quotidiano delle persone che del modo dell’associazionismo fanno concretamente parte. Come i colori della varie divise che animavano il parco in quella giornata, così i colori della tela sociale si sono mischiati assieme per un unico scopo comune.”

IN VIAGGIO 2.0

Il complesso “Residenza Fersina” di via al Desert a Trento è una delle strutture di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale assegnati al Trentino dal ministero dell’Interno. Angelo Demitri Morandini  ho lavorato, come educatore presso questa struttura attivando diversi progetti tra il 2017 e il 2019. L’artista ha ascoltato e raccolto i racconti di molti ragazzi provenienti da Ghana, Nigeria Afghanistan Costa d’avorio Pakistan. La società degli alpinisti di Trento (SAT) e il presidente della cooperativa Kaleidoscopio  hanno richiesto all’artista di strutturare un lavoro site specific che ha preso il titolo di: “In viagio 2.0”. Nel progetto Morandini ha voluto utilizzare l’acqua come supporto di memoria per raccogliere i racconti dei ragazzi. Le reti dei materassi sono diventate un cortocircuito di due parole, quasi un ossimoro: “via” come sentiero “via” come espulsione. Una ruota di bicicletta che gira come in un moderno mito della caverna, racconta il traumatico viaggio di persone in fuga dalla loro terra.

I Try to draw a flight

Il progetto”I Try to draw a flight” fa parte del progetto “Der blitz”. Il progetto nasce all’interno del MAG, Museo Alto Garda, come strumento per rappresentare le ricerche legate all’arte contemporanea e metterle a confronto con il territorio. E’ un progetto a cura di Denis Isaia, Federico Mazzonelli in collaborazione con MART, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Il lavoro è composto da un video che dialoga con una lastra vetro. Il segnale video è utilizzato sia per visualizzare l’immagine che per alimentare una sorta di box audio rudimentale il quale, vibrando sulla lastra di vetro, genera suoni. Chi assiste vede quindi l’immagine, ma ne ascolta anche i contenuti attraverso il suono. Il volo in parapendio di quattro amici sul lago di Garda si intreccia con un mio tentativo fallimentare di disegnare una rotta utopica sopra un elemento instabile: prospettive, paure, speranze e fallimenti sono le emozioni e gli elementi che caratterizzano I try to draw a flight.