* ENG * My artistic works are often in precariousness equilibrium between randomness and control. In my installations I use often pens, pencil, office objects. I use language’s tools, as pencils or pens and fragments of communications, as words, sounds, pieces of digital code. I connect and merge them. In this way I build objects that help me to understand the world and the time that I live.

c'e ancora poco tempo, penna biro fuoco, 2021

* ITA * I miei lavori artistici oscillano tra la casualità e il controllo. Nelle mie installazioni uso spesso penne, matite, oggetti di cancelleria. Uso gli strumenti della scrittura, come matite, penne o frammenti di comunicazioni, come parole, suoni, pezzi di codice digitale. Li collego e li unisco li monto o li smonto alla ricerca di quel qualcosa che la vita ci cela fino alla fine. Costruisco oggetti che mi aiutano a capire o meglio sarebbe dire a darmi l’illusione di capire il mondo e il tempo che vivo.

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Nell’oggetto intitolato “Ordine divino”, la Divina Commedia è stata ordinata alfabeticamente dalla A alla Z e cosi strutturata in due colonne (101698 occorrenze) e stampata su 30 fogli di carta raccolti in uno schedario. Parte della lista è stata dettata all’artista che la trascrive a mano su muro con una matita. Visivamente la forma ottenuta ricorda immediatamente un’onda sonora. Il corpo dell’artista diventa un sismografo attraversato dal suono il cui ago, la punta della matita registra su muro ciò che sente. Il lavoro è un intervento sulla sequenza delle parole della Divina Commedia che è stata altera- ta secondo la modalità dell’archivio. Lista e letteratura entrano in dialogo generando un’impronta sonora silenziosa che riacquista la voce quando viene dettata all’artista.

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Parte del testo della divina commedia di Dante è stato inciso con la tecnica dell’ elettrolisi sull’acciaio.

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 Ad Arte Laguna è stato selezionato per “Legami”, una scultura creata con punti metallici.

https://artelaguna.world/sculpture/legami_33304/

I finalisti sono stati selezionati dalla giuria internazionale, composta da importanti curatori e direttori di musei operanti in diversi paesi: Bénédicte Alliot (Francia) – Direttore generale della Cité Internationale des Arts di Parigi, Nathalie Angles (Stati Uniti) – Fondatrice ed esecutiva direttore di Residency Unlimited, Lorenzo Balbi (Italia) – Direttore artistico MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, Marcus Fairs (Regno Unito) – Fondatore e redattore capo di Dezeen, Matteo Galbiati (Italia) – Critico d’arte e curatrice, Sophie Goltz (Singapore e Austria) – Curatrice ed educatrice, Toshiyuki Kita (Giappone) – Designer giapponese, premiata con il premio ADI Lifetime Achievement Award “Compasso d’Oro alla carriera internazionale” e Beate Reifenscheid (Germania) – Direttore del Ludwig Museum Coblenza e presidente dell’ICOM Germania.

 

Concetto

Quotidianamente milioni di impiegati “sgraffettano” plichi di carta per fotocopiarla e comporre nuovi fascicoli da inviare a qualcuno o archiviare. Fascicoli che contengono la vita giuridica, economica, psicologia, sociale di persone. Minuscoli punti metallici tengono insieme importanti storie umane che un’altra persona a sua volta, dovrà leggere, analizzare, interpretare, giudicare. Vite collegate tra loro che formano una trama complessa di relazioni. La graffetta è proprio quel piccolo, cruciale, elemento che tiene insieme quelle storie umane scritte su carta. Per questo motivo possono considerarsi frammenti rappresentativi di mondi e vite.Le graffette sono state raccolte attraverso un processo di arte partecipativa che ha visto coinvolti gli impiegati di un palazzo di Giustizia italiano per circa 3 mesi nel 2020 e poi utilizzate per realizzare l’installazione: “Legami”.L’ammasso di graffette metalliche non è regolare, sembra piuttosto frutto del caso. La struttura, alta circa 3 m è sospesa tra soffitto e pavimento, in tensione precaria. I frammenti metallici portati a nuova vita non sono incollati ma tenuti insieme meccanicamente cosi che nel complesso l’installazione è sull’orlo del collasso. L’installazione si fa interprete dell’esistenza umana, parziale, fragile priva di un fine.

A questo proposito Angela Vettese scrive:

“Oggi qualsiasi concezione teleologica della storia appare esausta. Avvertiamo che il nostro sapere, per quanto più solido e comprovato di quanto lo sia mai stato, è legato a teorie parziali; predomina la sensazione di vivere tra frammenti, con poche cose conosciute e ancora molto da scoprire.” *

(*) Si fa con tutto, il linguaggio dell’arte contemporanea, Angela Vettese, ed. la terza Roma, 2011

 

PRESS

https://www.ladige.it/cultura-e-spettacoli/2021/02/26/wow-wow-wow-l-artista-trentino-angelo-demitri-morandini-in-finale-di-arte-laguna-1.2858847

https://www.ildolomiti.it/cultura/2021/unopera-partecipativa-per-vincere-il-laguna-art-prize-di-venezia-ecco-legami-di-angelo-demitri-morandini-una-graffetta-per-tenere-legate-le-storie-umane

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Concept
ENG

11 principi In 2020 my research converges to the themes of propaganda, psychological and politic manipulation. I reflected about the value of the archive, the value of the historical documents and its reflection to the new technologies and the storage of data. I try to give vision that the control of the archives creates the control of the past and it could easy manipulate the present reality. To illustrate this idea for example, we can just search in Google by key word “11 Goebbels’s principles “and we will see one false result. The text founded by searching machines of Google is presented as a text written by Goebbels, but in fact, he wasn`t write this exactly simple text. Using the historical research I created light installation based of the correct Goebbels words. I based my project of historical documents, facts and books and I used its false reflection that ran on the internet ( media web pages, blogger zones, e/books ecc). My works a kind of artist`s call to be wake with information, not only in web , because as a result we can create stable one manipulated past and /or one deformed present. see more https://www.angelomorandini.it/download/11-principi-testo-morandini.pdf

ITA
11 principi. Nel 2020 la mia ricerca converge su temi quali la propaganda e la manipolazione psicologica e politica. Ho approfondito alcune tematiche dell’archivistica e sul valore dell’archivio stesso.  Ho cercato di comprendere la relazione tra i documenti storici il loro rapporto con le nuove tecnologie e la scienza che si occupa dell’archiviazione dei dati. Condivido la visione secondo cui il controllo degli archivi comporta un controllo del passato e potrebbe manipolare la realtà presente. Per illustrare questa idea, ad esempio, possiamo semplicemente cercare su Google il testo “11 principi di Goebbels” e vedremo un risultato falso (risultato di una ricerca eseguita in marzo 2020). Il risultato della ricerca di Google ci induce a considerare il testo come scritto da Goebbels, ma in realtà non è così. Utilizzando la ricerca storica ho creato un’installazione luminosa basata sulle corrette parole di Goebbels. Ho basato il mio progetto su documenti storici, fatti e libri e ho utilizzato il suo falso riflesso che correva su Internet (pagine web dei media, zone blogger, e / book ecc.). di seguito puoi scaricare la ricerca completa. Le mie opere sono una sorta di campanello d’allarme, un invito d’artista a svegliarsi a considerare in modo più approfondito le informazioni, non solo nel web, perché esse possono creare un passato manipolato e / o deformato.
https://www.angelomorandini.it/download/11-principi-testo-morandini.pdf

© Morandini: Gli 11 principi di Goebbels che Goebbels non ha scritto

Un rifugio per te, tappi penna biro, filo, misure variabili, 2020

Concetto

“Quando un sognatore ricostruisce il mondo a partire da un oggetto che egli incanta con le sue cure, ci si convince che tutto è seme nella vita di un poeta.”
G. Bachelard, “La poetica dello spazio”
L’installazione intitolata “un rifugio per te” formata da circa 600 tappi di penna biro rossa è una struttura flessibile, sospesa al soffitto che disegna una linea curva, un confine che separa o che unisce. Un vuoto racchiuso al cui interno il visitatore può vivere l’esperienza della primitività del rifugio. Come lavora l’immaginazione quando ha trovato il minimo riparo? Questa è la domando che si pone Gaston Bachelard (1884 – 1962), filosofo della scienza e della poesia francese, nel libro intitolato “La poetica dello spazio” . A tal riguardo scrive: “…. Vedremo l’immaginazione costruire «muri» con ombre impalpabili, confortarsi con illusioni di protezione, o inversamente tremare dietro muri spessi, dubitare dei più solidi bastioni. Per dirla in breve, l’essere che ha trovato un rifugio sensibilizza i limiti del suo stesso rifugio;” e ancora:” Tutti i ripari, tutti i rifugi, tutte le camere possiedono dunque valori consonanti di onirismo * ”. L’installazione “un riparo per te” disegna così una linea rossa nello spazio istituzionale del palazzo delle poste, proprio con quegli oggetti che gli appartengono i tappi appunto delle penne. Un gesto che disegna un confine concettuale un limite che può proteggere o escludere. Un lavoro nello spazio che si definisce a sua volta a seconda del luogo e delle persone che lo abitano. Un dialogo tra un dentro e un fuori tra un pubblico e un privato comunque un invito a fermarsi e riposare. “La curva amata ha poteri di nido, è un appello al possesso, è un angolo curvo, è una geometria abitata. Ci troviamo qui di fronte a un rifugio minimo, nello schema ultra-semplificato di una rêverie del riposo. Soltanto il sognatore che si arrotonda contemplando riccioli, conosce le semplici gioie del riposo disegnato.** “

* G. Bachelard, “La poetica dello spazio”, Bari, Edizione Dedalo,2016, p.33
**G. Bachelard, “La poetica dello spazio”, Bari, Edizione Dedalo,2016, p.178

 Bùro-crazy, pens, cm 30x 30 x18, 2020

concept

“Non c’è furia all’inferno che eguagli la rabbia di un burocrate disprezzato.” MILTON FRIEDMAN
Cos’è la burocrazia? Qual’è il il suo vero potere? Che conseguenze ha nella società e sulle persone? A cosa serve? Queste sono alcune domande che hanno dato inizio ad una indagine sulla dittatura burocratica e su quella che è stata definita nel libro di Étienne Balazs, (uno dei piu’ grandi studiosi della storia cinese), “La burocrazia celeste”. “Bùro-crazy” è un corpo di lavori, che parte da disegni, appunti grafici, osservazioni sociologiche e approda a sculture e installazioni. La ricerca esplora il tema dell’ufficio edegli oggetti che lo abitano. Gli strumenti di lavoro si trasformano, si alleano tra di loro, si animano e si oppongono alla loro funzione abituale, diventando strumenti di resistenza che si ribellano alla routine dell’ufficio. Le sculture le installazioni e gli assemblaggi fatti con diverse cose che si possono trovare sulla scrivania di un impiegato qualsiasi, aprono una riflessione sulla funzione degli oggetti sulla dimensione esistenziale del lavoratore medio e sul ruolo della burocrazia nella società contemporanea.

installazione upload art project

Le parole che non ti ho detto, matite filo di lino, 200 mq ,2012

L’installazione nasce dall’esigenza intima di dire un qualcosa di inespresso. Un dialogo silente tra una padre e un figlio.  L’installazione ambientale copre circa 200 metri quadri di superfice. 500 matite colorate e appese a fili di lino al soffitto creano una dimensione poetica, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato per un istante. L’installazione è stata presentata nel 2012 presso lo spazio espositivo “upload Project” nella mostra personale di Angelo Demitri Morandini curata da Federico Mazzonelli.

Fragile Babilonia,  graffette, m 4 x 4, 2020 (Nomination in “Premio Combat Art Prize)

Concetto

Le parole, infatti, separano e congiungono più dei corpi e, con la loro capacità di allontanare e riavvicinare, concedono all’amore il suo tempo, che è quello di esistere solo nel “non ancora”. Umberto Gilimberti La Repubblica, 11 settembre 2004

“Fragile Babilonia” è un’installazione di misure variabili, formata da un accumulo di 4000 elementi metallici disposti in un reticolo di grafemi.  Partendo da una riflessione sul linguaggio e sulla natura ambigua delle parole, nasce un “tappeto linguistico” frutto di automatismi meccanici e umani. Un riflesso della cultura mutevole e dinamica dell’era contemporanea che ci parla con il linguaggio della contraddizione. Le parole che “dicono” nascondono mentre quelle che nascondono sono proprio quelle che rivelano. Ogni elemento è generato da una graffatrice che “spara” le sue graffette su un sasso ( guarda il video ). Con il lento consumarsi della pietra ad ogni colpo muta la superficie su cui impatta la graffetta, che in modo casuale assume forme sempre diverse. Lo scopo della graffatrice è ancorare una superficie ad un’altra ma il tentativo ossessivo di unire la cambretta con il sasso genera un fallimento. L’impatto infatti deforma il metallo generando dei simboli unici che sono raccolti e disposti come nella pagina del quaderno di un bambino che sta imparando a scrivere. Con gli scarti ottenuti si ottengono delle lettere, dei vagiti primordiali. In un mondo in cui siamo sommersi da informazioni e i mezzi di comunicazione proliferano, rischiamo di naufragare in una solitudine esistenziale, incapaci di comprenderci in una sorta di “Babilonia contemporanea”.

Leader, graffette metalliche, calamita, aspirapolvere, vetro, misure variabili, 2020 

Concetto

Sono i re, i dittatori, i leader a comparire nei libri di storia. Le masse invece sembrano giocare un ruolo secondario, manipolate, impotenti e spesso sottomesse. Ma la schiavitù come ci insegna Étienne de La Boétie (1576), filosofo, scrittore e giurista francese,  è una scelta e volontaria (*).
Nell’era di facebook, instagram, youtube,le masse di follower diventano un’entità sempre più attiva e oggetto di studio.
Il termine follower, che in italiano si traduce con “seguace” deve la sua diffusione a all’articolo di Robert Kelley “In praise of followers”, pubblicato nel 1988 sull’Harvard Business Review (1) e al libro di Ira Chaleff “The Courageous Follower” del 1995 (**).
La relazione tra leader e follower non è unidirezionale a favore del primo ma esiste una certa circolarità che favorisce un processo di reciproco influenzamento. (**)
Questo piccolo ma importante fatto significa che le masse sono corresponsabili e protagoniste della storia. L’installazione cinetica leader e follower vuole essere una riflessione sul loro reciproco rapporto.
L’installazione è composta da graffette raccolte tramite un processo di arte partecipativa presso il palazzo di Giustizia di Trento. I piccoli elementi metallici sono mossi da una calamita sottostante. Una graffetta è sufficiente per creare un esercito di seguaci virali che a volte seguono e a volte abbandonano il leader.

* Discorso sulla servitù volontaria, Etienne de La Boëtie, Chiarelettere srl,milano, 1995.
**Robert E. Kelley «In Praise of Followers». Harvard Business Review, November-December 1988: 142-148
*** Ira Chaleff “The Courageous Follower”. 1995, San Francisco: Berret-Koehler Publishers (Trad. It.Il Follower Coraggioso, L’Airone, Roma, 2008) Libreriauniversitaria.it

Ninna Nanna, pallina da ping pon, ventola, 2 pennarelli, filo di ferro, misure variabili, 2020

Concetto

The Rape of the Mind è un libro che esplora la psicologia del controllo del pensiero, il menticidio e lavaggio del cervello. Pubblicato nel 1956 e scritto da Joost AM Meerloo, MD, istruttore in  psichiatria è docente di psicologia sociale della Columbia University. Lo studioso osserva che la ripetizione crea un effetto di suggestione e stimola il conformismo.

“La suggestione continua e l’ipnosi sfumata, proprie dell’alba dei mezzi di comunicazione di massa, promuovono l’uniformità del pensiero e sono in grado di trascinare l’opinione pubblica nell ‘” età felice “dell’adattamento, dell’integrazione e del livellamento, nella quale l’opinione individuale è completamente stereotipata. “*

Nell’installazione cinetica “Ninna nanna” una pallina da ping pong è in costante movimento sopra un ventola. Due penne ne cambiano ripetutamente e incessantemente la direzione lasciando dei tratti sulla pallina stessa che inizialmente è bianca e gradualmente cambia completamente colore. Il lavoro è una riflessione sulla martellante comunicazione di massa, che   condiziona l’essere umano contemporaneo lo persuade lo altera.

* Joost AM Meerloo, Lo stupro della mente (lo stupro della mente) , p. 65, World Publishing Company 1956.

© ANGELO DEMITRI MORANDINI

1975 | Trento

Indirizzo: Via della Villa 97, 38052 Caldonazzo Trento, It
Mail: angelo.morandini@gmail.com
Web: www.angelomorandini.it
Instagram: https://www.instagram.com/angelo_demitri_morandini/

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