Le parole, infatti, separano e congiungono più dei corpi e, con la loro capacità di allontanare e riavvicinare, concedono all'amore il suo tempo, che è quello di esistere solo nel "non ancora". Umberto Gilimberti La Repubblica, 11 settembre 2004 

 Fragile Babilonia

“Fragile Babilonia” è un’installazione di misure variabili, formata da un accumulo di 4000 elementi metallici disposti in un reticolo di grafemi.  Partendo da una riflessione sul linguaggio e sulla natura ambigua delle parole, nasce un “tappeto linguistico” frutto di automatismi meccanici e umani. Un riflesso della cultura mutevole e dinamica dell’era contemporanea che ci parla con il linguaggio della contraddizione. Le parole che “dicono” nascondono mentre quelle che nascondono sono proprio quelle che rivelano. Ogni elemento è generato da una graffatrice che “spara” le sue graffette su un sasso ( guarda il video ). Con il lento consumarsi della pietra ad ogni colpo muta la superficie su cui impatta la graffetta, che in modo casuale assume forme sempre diverse. Lo scopo della graffatrice è ancorare una superficie ad un’altra ma il tentativo ossessivo di unire la cambretta con il sasso genera un fallimento. L’impatto infatti deforma il metallo generando dei simboli unici che sono raccolti e disposti come nella pagina del quaderno di un bambino che sta imparando a scrivere. Con gli scarti ottenuti si ottengono delle lettere, dei vagiti primordiali. In un mondo in cui siamo sommersi da informazioni e i mezzi di comunicazione proliferano, rischiamo di naufragare in una solitudine esistenziale, incapaci di comprenderci in una sorta di “Babilonia contemporanea”.

“Non c'è furia all'inferno che eguagli la rabbia di un burocrate disprezzato.” MILTON FRIEDMAN

 Bùro-crazy,

Cos'è la burocrazia? Qual'è il il suo vero potere? Che conseguenze ha nella società e sulle persone? A cosa serve? Queste sono alcune domande che hanno dato inizio ad una indagine sulla dittatura burocratica e su quella che è stata definita nel libro di Étienne Balazs, (uno dei piu' grandi studiosi della storia cinese), "La burocrazia celeste". “Bùro-crazy” è un corpo di lavori, che parte da disegni, appunti grafici, osservazioni sociologiche e approda a sculture e installazioni. La ricerca esplora il tema dell’ufficio edegli oggetti che lo abitano. Gli strumenti di lavoro si trasformano, si alleano tra di loro, si animano e si oppongono alla loro funzione abituale, diventando strumenti di resistenza che si ribellano alla routine dell’ufficio. Le sculture le installazioni e gli assemblaggi fatti con diverse cose che si possono trovare sulla scrivania di un impiegato qualsiasi, aprono una riflessione sulla funzione degli oggetti sulla dimensione esistenziale del lavoratore medio e sul ruolo della burocrazia nella società contemporanea.

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