Le Tele sociali e la geografia delle relazioni (2011 - 2020)

"La tela sociali e la geografia delle relazioni" è una ricerca artistica iniziata nel 2011. Dopo aver frequentato un workshop di P. Iusti il cui tema era l' "Arte relazionale" mi sono interrogato sugli aspetti sociali dell'arte contemporanea e le sue possibilità. Ho voluto quindi creare un "meccanismo" artistico che potesse catalizzare lo scambio di idee, delle opinioni e che fosse accessibile a prescindere dalla cultura, sesso e dall'età delle persone. Un evento utopicamente democratico.

Partendo da un modulo triangolare, invito i miei collaboratori estemporanei a costruire una composizione astratta che si sviluppa in modo imprevedibile, rendendo ogni partecipante protagonista di un processo creativo partecipato, in una dimensione sociale.

Il progetto intitolato “Tele sociali e la geografia delle relazioni” propone dunque una sorta di opera d’arte allargata. Assieme alle persone che sono invitate a partecipare all’opera d’arte, realizzo tele pittoriche o murales che rivelano le interazioni sociali tra le persone e la loro memoria collettiva. Ho portato questo modo di fare comunità in camper, nelle valli del mio territorio, in Brasile, in spazi aperti con giovani e anziani con amici educatori e immigrati. Il risultato di questo processo sono delle tele che generalmente misurano 2.5 m per 2 metri e non sono intelaiate per facilitarne il trasporto. la tela è "sporcata " con delle campiture di colori pastello a base acqua e le trame a modulo triangolare sono tracciate con pennarelli indelebili o grafite o matita. Ad ogni tela partecipano circa 100 150 persone, alcune si fermano di più' altre di meno e sono libere di andare e tornare più' volte. Il tempo di realizzazione è estremamente variabile. ci sono state tele realizzate in poche settimane e ci sono tele ancora incompiute.

“Accade che in uno stesso spazio possano convivere tracce di vite diverse, ideologie contrastanti, pensieri incompatibili. Il lavoro è semplicemente un invito alla possibilità.”

Borgo Valsugana, Comunità Valsugana e Tesino, tela di arte relazionale.

 La geografia degli angeli (2019)

Testo di C. Conci All’interno del contesto della festa delle associazioni di Borgo Valsugana si è inserita, sotto la cupola del parco della pace, la performance dell’artista angelo Demitri Morandini, chiamata Le tele sociali. Nella cornice di una splendida giornata all’insegna della solidarietà, del senso di aggregazione e di collaborazione tipici del nostro territorio, l’artista ha proposto quest’opera d’arte relazionale, il cui intento è quello di rendere ogni partecipante protagonista di un processo creativo partecipato, in una dimensione sociale. Questa la visione dell’artista sull’esperienza vissuta. “Ho visto con stupore persone di ogni genere ed età avvicinarsi spontaneamente verso la tela, con la curiosità negli occhi, le ho viste entrare pian piano nel mondo dell’arte contemporanea, che si è rivelata essere non così distante dalla comunità come si potrebbe pensare. Ho visto persone immedesimarsi in quei momenti, disposte a mettersi in gioco e a cogliere l’invito a prendere in mano il pennarello per comporre una serie di triangoli sulla tela. Alcuni di loro lo facevano con leggerezza, spinti dalla curiosità e dall’entusiasmo di contribuire ad un progetto comune, altri con titubanza, timorosi della responsabilità, ma disposti a voler comprendere il senso di quel lavoro corale. Ho visto nelle persone dedizione, concentrazione, voglia di provare a lasciarsi andare nella composizione del proprio contributo alla tela. Ma soprattutto ho visto la gioia e la voglia di lasciare una traccia della propria vita, da mescolare con altre vite della propria comunità, in un’interazione che non è solo scambio di diversità, ma la costruzione di una nuova realtà, una mappa esistenziale. Ho visto un mondo intergenerazionale avvicinarsi così all’arte, magari anche per la prima volta, felici, nel posare il pennarello, di aver lasciato un pezzo di sé. La tela è diventata così, alla fine di quella giornata dedicata alle associazioni e al volontariato, un punto d’unione in cui tutti i partecipanti hanno lasciato una traccia indelebile della propria personalità, è divenuta una sorta di monumento alla collaborazione, alla solidarietà, all’operato quotidiano delle persone che del modo dell’associazionismo fanno concretamente parte. Come i colori della varie divise che animavano il parco in quella giornata, così i colori della tela sociale si sono mischiati assieme per un unico scopo comune.”

 Tele sociali in Residenza Fersina Trento (2013)

IN VIAGGIO 1.0 sulle rotte dell'immigrazione

Il complesso “Residenza Fersina” di via al Desert a Trento è una delle strutture di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale assegnati al Trentino dal ministero dell’Interno. La mia ricerca artistica mi ha portato ad approfondire alcuni aspetti sociologici politici e culturali presso questa struttura. Ho attivato diversi progetti tra il 2017 e il 2019. Mentre realizzava tele sociali con i richiedenti protezione internazionale ho ascoltato e raccolto i racconti di molti ragazzi provenienti da Ghana, Nigeria Afghanistan Costa d’avorio Pakistan.

 Workshop al Mart (2013)

L'articolo presente in https://trento.impacthub.net/ ben spiega l'esperienza al Mart. Angelo Demitri Morandini (Trento, 1975) ha recentemente condotto un laboratorio didattico con il pubblico del Museo, proprio da quest’esperienza partirà la discussione a The Hub. L’artista presenterà le “Tele Sociali”, l’output realizzato con i partecipanti degli appuntamenti al Mart: partendo da un modulo triangolare, Morandini ha invitato i suoi collaboratori estemporanei a costruire una composizione astratta che si è sviluppata in modo imprevedibile, rendendo ogni partecipante protagonista di un processo creativo partecipato, in una dimensione sociale. “Accade che in uno stesso spazio possano convivere tracce di vite diverse, ideologie contrastanti, pensieri incompatibili. Il lavoro è semplicemente un invito alla possibilità.” ha detto l’artista. Durante Professione Transformer, Morandini racconterà che cosa significa essere un artista oggi e come può l’arte riappropriarsi del proprio ruolo sociale, sviluppare l’inclusione, favorire la coesione all’interno di una community. Tutte tematiche care ad Hub Rovereto che da sempre vuole favorire un nuovo approccio lavorativo che abbia ricadute sociali positive che promuovano consapevolezza, sostenibilità, partecipazione. Morandini inoltre si racconterà dal punto di vista professionale, spiegando come gestisce la sua attività, quali sono i suoi obiettivi e analizzando assieme ai presenti il contesto trentino

 Le Tele sociali 2011

Le prime tele sociali organizzate in casa intorno al 2011, in occasione di party e feste con amici. A Pergine dove avevo lo studio e la casa....

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