Nella mia ricerca con l‘arte digitale mescolo immagini virtuali con tecniche di occultamento informatico. Nello specifico utilizzo la steganografia che è una metodologia utilizzata un tempo da hacker e terroristi per per nascondere del testo (piani terroristici, mappe, codici, etc) nelle immagini e bypassare (superare), le intercettazioni dei sistemi di controllo.
Iniettando il testo nelle immagini JPG o bmp, si ottiene un disturbo dell’immagine ospite, il testo corrisponde esattamente all’interferenza generata. Si tratta di una cruda operazione di traslitterazione che genera una sovrapposizione di linguaggi, visivi e testuali.
Il lavoro è un’azione radicale e utopica per salvare la poesia.