Testo di Chiara Conci. Valsuga e Tesino. 2019. All’interno del contesto della festa delle associazioni di Borgo Valsugana si è inserita, sotto la cupola del parco della pace, la performance dell’artista angelo Demitri Morandini, chiamata “le tele sociali”. Nella cornice di una splendida giornata all’insegna della solidarietà, del senso di aggregazione e di collaborazione tipici del nostro territorio, l’artista ha proposto quest’opera d’arte relazionale, il cui intento è quello di rendere ogni partecipante protagonista di un processo creativo partecipato, in una dimensione sociale.

Questa la visione dell’artista sull’esperienza vissuta.

“Ho visto con stupore persone di ogni genere ed età avvicinarsi spontaneamente verso la tela, con la curiosità negli occhi, le ho viste entrare pian piano nel mondo dell’arte contemporanea, che si è rivelata essere non così distante dalla comunità come si potrebbe pensare.”

Ho visto

persone immedesimarsi in quei momenti, disposte a mettersi in gioco e a cogliere l’invito a prendere in mano il pennarello per comporre una serie di triangoli sulla tela. Alcuni di loro lo facevano con leggerezza, spinti dalla curiosità e dall’entusiasmo di contribuire ad un progetto comune, altri con titubanza, timorosi della responsabilità, ma disposti a voler comprendere il senso di quel lavoro corale. Ho visto nelle persone dedizione,
concentrazione, voglia di provare a lasciarsi andare nella composizione del proprio contributo alla tela. Ma soprattutto ho visto la gioia e la voglia di lasciare una traccia della propria vita, da mescolare con altre vite della propria comunità, in un’interazione che non è solo scambio di diversità, ma la costruzione di una nuova realtà, una mappa esistenziale. Ho visto un mondo intergenerazionale avvicinarsi così all’arte, magari anche per la prima volta, felici, nel posare il pennarello, di aver lasciato un pezzo di sé.

 

La tela è diventata così, alla fine di quella giornata dedicata alle associazioni e al volontariato, un punto d’unione in cui tutti i partecipanti hanno lasciato una traccia indelebile della propria personalità, è divenuta una sorta di monumento alla collaborazione, alla solidarietà, all’operato quotidiano delle persone che del modo dell’associazionismo fanno concretamente parte. Come i colori della varie divise che animavano il parco in quella giornata, così i colori della tela sociale si sono mischiati assieme per un unico scopo comune.”