Il taccuino è frutto di un laboratorio artigianale allestito presso la “Residenza
Fersina” di Trento.  Il design e l’idea è stato progettata da  Angelo Demitri Morandini, artista poliedrico cofondatore del collettivo d’artisti e liberi fondatori “Bivacco d’arte

Kibo

Si chiama “Kibo” ed è un taccuino interamente artigianale realizzato dai richiedenti protezione internazionale accolti a Trento. Un piccolo grande manufatto artistico prodotto con materiali di recupero e capace di trasmettere, anche attraverso diverse personalizzazioni (ogni prodotto è unico), i tratti culturali dei migranti. Kibo è stato presentato nel corso di una conferenza stampa che si è svolta l’1 luglio 2015 a Trento presso il negozio Mandacarù di Piazza Fiera. 

Il taccuino è frutto di un laboratorio artigianale allestito presso la Residenza Brennero in un percorso di valorizzazione del tempo libero e acquisizione di abilità lavorative con i richiedenti protezione internazionale denominato progetto O.R.A. (Officina Richiedenti Asilo), promosso dalla Provincia autonoma di Trento (attraverso il Cinformi) in collaborazione con la cooperativa Kaleidoscopio.

 

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Kaleidoscopio & Mandacarù

Kibo è disponibile in 2 formati e i prezzi vanno dai 10 ai 15 euro. I materiali utilizzati per realizzarlo sono filo di lino, carta riciclata auto-prodotta, camere d’aria, inserti fatti con scarti di tessuto, fogli recuperati, matite e vecchi colori riutilizzati e tagliati. I ragazzi hanno disegnato e scritto in modo intuitivo e fluido ciò che veniva loro in mente, dando libera espressione alla propria vena creativa.

Kibo è il nome del cratere  del monte Kilimangiaro, la vetta più alta d’Africa. Si è voluto quindi associare al taccuino un nome evocativo che parli di spostamento, vitalità, viaggio, natura e possa collegare idealmente i monti del Trentino a quelli di un continente da cui provengono molti fra i richiedenti protezione internazionale. L’idea è che, in modo molto semplice, questi taccuini possano raccontare un pezzetto della loro storia contribuendo a far superare gli stereotipi che sono associati ai fenomeni migratori e ai Paesi del sud del mondo.

Per la commercializzazione del taccuino è stato predisposto uno specifico spazio nel punto vendita del negozio Mandacarù di Piazza Fiera a Trento, che con particolare disponibilità ha creduto nel progetto e ha voluto valorizzare il manufatto. Il ricavato delle vendite verrà utilizzato per iniziative a favore dei richiedenti protezione internazionale che hanno partecipato all’iniziativa.